Jazziamo – Jazz in Azzano – Dr. Blues

Prendo un bel respiro. E’ finita. E’ andata tutto sommato bene. Bravi ragazzi…

Era marzo, quando l’embrione di idea prendeva forma dopo aver contattato alcuni ragazzi che conosciamo, che amano, suonano e studiano jazz e non hanno ancora compiuto trent’anni. Poco dopo trovavamo anche la data, l’unica, disponibile per averli qui con le loro formazioni. Sette mesi di lavoro, contatti, messaggi e telefonate, accordi, predisposizione degli spazi. Sette mesi…

L’Amministrazione locale ci ha dato il via libera e noi di ALMAprogetto siamo partiti, coinvolgendo i musicisti fin dall’inizio e aggiungendone alcuni che al momento non avevano una formazione fissa, proponendo la collaborazione tra di loro per creare nuove cooperazioni o rinsaldarne di precedenti, per salire sul palco con una band allargata anche magari solo per l’occasione. E poi il supporto del CDpM di Claudio Angeleri e di Ghisleri per alcuni strumenti musicali…

Ovviamente per molte settimane, il vedersi e sentirsi è stato occasionale quasi leggero, mentre nelle ultime sei che precedevano il debutto, una grande accelerata ha creato quel minimo di naturale scompiglio, con qualcuno che ha avuto qualche difficoltà e qualcun altro che nel trambusto ha dato il meglio di se, riarrangiando pezzi esistenti o componendone di nuovi per l’occasione.

Il supporto datomi mentre rivestivo per la prima volta il ruolo di coordinatore (o direttore artistico, che fa più chic) e non quello di musicista, è stato davvero fantastico e la riprova la si è avuta il giorno dell’evento. Come un vero organizzatore, supportato da Suono 1981, un service audio che non è solito perdere tempo, alle ore 15.00 il palco risultava preparato e cablato, giusto in contemporanea con l’arrivo del primo dei tanti musicisti, Matteo il batterista, che si presentava con il proprio set di percussioni. Al sopraggiungere di altri musicisti però le condizioni meteo, fino a quel momento ottimali (cielo velato e temperatura di 25-27°C circa), cambiavano repentinamente virando, secondo i siti specializzati consultati in diretta, verso l’uragano tropicale… L’area del Parco della Pace non presenta coperture anche perché lo spazio musica è la ricostruzione contemporanea di un piccolo anfiteatro e non lo si potrebbe attrezzare in tal senso: si staccano allora tutti i cablaggi, si mettono via i microfoni, si coprono le casse, vengono smontate le due batterie presenti e piove. Si toglie la tensione al quadro elettrico generale.

La pioggia in realtà è beffarda perché è quella definibile come “pioggia rompiballe” in quanto serve solo a far salire l’umidità dal terreno. Nel frattempo anche il ristoro Fit&Food ha allestito la sua area e chiede a gran voce che venga ridata corrente alla linea. Supportati dall’Assessorato alla Cultura, si riarmano i quadri.

Il tutto viene ripristinato sotto gli occhi attendenti dei musicisti arrivati in toto che conversano tra di loro, intrecciandosi da formazione a formazione; arriva pure qualche spettatore in anticipo. Non è ancora l’orario di inizio ma…

Il Service cabla nuovamente il palco, tutti i musicisti preparano i propri strumenti e si fa un soundcheck sommario con il primo gruppo, quello che aprirà la prima rassegna jazz under 30 di Azzano San Paolo e della Provincia di Bergamo, gli Spectrum Project: ci siamo. Un’ora e mezza di ritardo sulla tabella di marcia: non male come esordio…

Guardo, osservo, ascolto tutto, riprendo la diretta con il mio smartphone e via su Facebook, faccio fotografie muovendomi in libertà tra i musicisti con la mia reflex. Mi piacciono i suoni che stanno uscendo e apprezzo l’inserimento di ben due ospiti nel trio: un’altra chitarra ed un sax contralto, Nicholas che ha compiuto 18 anni otto giorni prima…

Dagli Spectrum Project passiamo al Trio Carmina, musicisti che conosco bene con cui collaboro spesso. Il “cambio palco” è rapido: guadagniamo qualche minuto perso in precedenza. I ragazzi suonano davvero bene, con la leggerezza che li contraddistingue nonostante le complicazioni che vanno a cercarsi. Gli spettatori arrivano, si siedono sugli spalti dell’anfiteatro, consumano qualche birra, ascoltano, apprezzano palesemente la manifestazione. Loro ospitano la voce cantante di Alice per un brano tratto dal film “Tutti insieme appassionatamente”: i brani cantati catturano sempre un po’ di più di quelli strumentali. Quarantacinque minuti anche per loro e via, con il duo Naked feet.

Abituati a suonare ma soprattutto cantare a piedi nudi, i due presentano un repertorio più soul, più pop se così si può dire ed in effetti il contatto con il pubblico, visto anche l’intrattenimento di Stefano che passa dal pianoforte al centro dello stage con estrema naturalezza si vede e si sente: mi piace. Con lui Maria, 18 anni…

Tornano l’Assessore ed il suo staff, qualcuno va, qualcuno nuovo arriva; il bar lavora ed il service ascolta il suono. Così è. Un cambio leggermente più complicato del previsto vede salire on stage i CMC trio capitanati dalla capace tromba di Alessandro, 25 anni. Il loro ospite Marco ha dovuto dare forfait per motivi di salute e, visto il suo prodigarsi per tutti i sei mesi di lavoro precedenti la rassegna, mi dispiace molto. Il trio però cattura comunque consensi ed apprezzamenti grazie all’impasto pianoforte/tromba su temi orecchiabili alcuni dei quali originali della formazione. E poi…

E poi è il momento di ringraziare tutti con una jam finale, che vede salire sul palco anche me nelle vesti di saxofonista, Alice e Stefano alle voci, il batterista Gionata che per l’occasione preferisce il pianoforte: è il momento di Summertime, uno standard del jazz composto da Gershwin del 1935. Il pubblico apprezza e, grazie all’Amministrazione Comunale, c’è spazio ancora per un brano nonostante si sia sforato di quasi un’ora l’orario previsto. Bene così.

Ed è un blues il saluto che scegliamo per chiudere la “Prima Rassegna Jazz Under 30 – Jazziamo Jazz in Azzano”, com’è giusto che sia; una musica che nasce lontano e porta direttamente al futuro da sempre, legante tra mille musicisti, territorio comune di dialogo e scambio, piattaforma naturale per far nascere lunghe improvvisazioni che, nell’occasione si accorciano per non creare troppo scompiglio tra i residenti…

Che bello. Una rassegna, un vero festival per under 30 non lo aveva mai concepito nessuno in questo modo. Non è un “contest”; non si tratta di un “talent” o di un “saggio” ma di qualcosa di vero, professionale, giovane ma adulto al contempo, neonato ma ben consapevole delle sue forze. E ora, pensiamo al 2017…

 

Grazie ai musicisti, ai tecnici, allo staff agli ospiti speciali:

Matteo Bi Matteo Be Davide Carlo Nicholas Thomas Simone Gionata Alice Stefano Maria Alessandro Cristian Michele Marco Luca Valerio Dimitri Ilaria Andrea Lucio Rocco Simona Claudio Alberto Matteo Clara Daniele Pietro Rosanna e tutti gli spettatori venuti a fare un giro.

Il volantino 2016

Il volantino 2016