La musica napoletana che piace a me – Dr. Blues

La storia parte da lontano. Era l’estate del 1982, quella del Mundial in Spagna, ed un amico mi fece ascoltare più e più volte un cantante napoletano di cui non si capiva quale fosse il nome, quale il cognome. I suoni erano suggestivi, mai banali, intrisi di quel mix che solo a Napoli potevi trovare. La formazione ancora non la conoscevamo perchè il tutto era su una di quelle vecchie audiocassette che oggi in molti non saprebbero come utilizzare. Sul lato A “Nero a metà”, mentre sul lato B “Vai mo’”. Stiamo parlando ovviamente di Pino Daniele e di quei capolavori di inizio anni ’80 che sono giustamente considerati delle pietre miliari del “Neapolitan Power”. Appena possibile me li sono comprati anche io, in vinile (c’era solo quello) ed ho avuto così la possibilità di scoprire i musicisti presenti e poi cercare di comprendere quei testi a me così distanti. C’è da dire che Pino rese il tutto più facile mettendo delle traduzioni di quei modi di dire partenopei che altrimenti sarebbero rimasti un mistero; grazie Pino.

La mia attenzione cadde inizialmente soprattutto su di un brano dolcissimo, magnifico, triste in alcune sue parole ma pieno di speranza per il cambiamento che, a Napoli comunque tutti, aspettano: “Quanno chiove”. Ed eccolo dopo poco più di due minuti e mezzo, entrare sotto la voce ed alzarsi imperioso intriso di jazz e melodia, il sax tenore di James Senese con i suoi fraseggi mediterranei ma d’oltreoceano, pronto a lasciare ancora spazio alla voce per poi tornare a chiudere il brano sfumando. E poi imparo ad ascoltarlo negli altri brani di quei due dischi con alcune perle regalate in ogni suo intervento. Ma chi è quest’uomo nero che dicono parli solo napoletano??

Benevento - James Senese in compagnia delle inviate del Blog - 10 agosto 2016

Benevento – James Senese in compagnia delle inviate del Blog – 10 agosto 2016

James Senese, uno dei figli della guerra, regalo dell’amore (o del sesso) dei soldati americani con le giovani belle napoletane. E così da padre nero e madre partenopea nasce lui, vita difficile, l’amore per il sax già a 12 anni e la musica come liberazione, come fuga dai bassifondi, come voglia di dire cose che altrimenti non si saprebbero dire. E arriviamo al 1974 e ai Napoli Centrale, la risposta italiana al jazz-rock-prog di Miles Davis, Coltrane e dei Weather Report di quel Wayne Shorter che suonerà con Pino nel disco successivo, “Bella ‘mbriana”. E ascoltiamo “Campagna” o “Ngazzate Nire” dove James domina lo stage con il suo suono possente, addomesticato solo in qualche momento e solo successivamente grazie a Pino Daniele, pronto però per tornare ad essere vigoroso e aggressivo, sempre: un duro!

James Senese non molla il colpo ed anche oggi che ha 71 anni, eccolo in scena con una tournee insieme ai Napoli Centrale “O Sanghe tour” che tocca anche Benevento o meglio, S. Leucio; purtroppo il Dr. Blues non ha potuto recarsi di persona al concerto del grande saxofonista, ma è riuscito ad inviare due emissari (Alice Guarente e Chiara Scarcelli nella foto) per poter essere presenti al Live. Ecco quindi svelati i nomi delle due donzelle dietro le quinte con questo omone dal suono davvero americano. Grande James e grazie.

Dr. Blues